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Irsml FVG

Villa Primc, Salita di Gretta 38, Trieste, Italy
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Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia Nell’ambito dell’Istituto si svolgono molteplici attività (corsi di aggiornamento, convegni, seminari, conferenze; allestimento di mostre; elaborazioni e ricerche bibliografiche, consulenze per enti, studiosi e pubblico); il personale ed i collaboratori dell’Istituto sono presenti con continuità, soprattutto nelle scuole, con interventi sui temi della storia contemporanea regionale, nazionale ed internazionale; vengono preparate perizie storiche per tribunali e consulenze pensionistiche per reduci dai campi di concentramento e perseguitati antifascisti che necessitano di ricerche d’archivio sui loro periodi d’internamento e di carcerazione.
L’Istituto interviene da molti anni e con regolarità nell’ambito della didattica della storia, di propria iniziativa o su sollecitazione di scuole o singoli insegnanti, con approfondimenti e aggiornamenti sia su temi di storia locale, regionale e nazionale, sia su aspetti metodologici e di didattica disciplinare.
Altrettanto intensa è l’attività di divulgazione storico - culturale rivolta al pubblico, tramite presentazione di volumi, sia propri che della miglior storiografia nazionale ed internazionale, tavole rotonde, dibattiti, convegni, mostre, spesso in collaborazione con altre istituzioni universitarie e scientifiche.
Con l’introduzione nella legislazione italiana della commemorazione della «Giornata della Memoria» prima e del «Giorno del Ricordo» successivamente, l’impegno dell’Istituto e dei suoi collaboratori si è notevolmente ampliato, in risposta alle sempre più numerose richieste di intervento su queste tematiche provenienti da enti, istituzioni, associazioni, in regione e fuori. Frutto di tale impegno, oltre alla partecipazione in varie forme a una molteplicità di iniziative su tutto il territorio nazionale, la produzione di strumenti didattici capaci di narrare e contestualizzare gli eventi ricordati.


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Ecco un calendario delle prossime iniziative curate dall'Istituto per il mese di marzo. Non mancate!

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ERRATA CORRIGE Contrariamente a quanto precedentemente comunicato, l'Istituto seguirà il seguente orario: LUN 8.00-13.00 MAR 8.00-13.00 14.00-17.00 MER 8.00-13.00 GIO 8.00-13.00 14.00-17.00 VEN 8.00-13.00 Buona giornata!

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Nota sul Giorno del ricordo Trieste, 13 febbraio 2018 L'Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia esprime grande preoccupazione per la diffusione, a mezzo stampa e televisione, di ricostruzioni e interpretazioni arbitrarie e distorsive della verità dei fatti in occasione dell’ultima celebrazione del Giorno del Ricordo. In un contesto comunicativo segnato ogni anno di più da disinformazione e mistificazione, non ha contribuito alla riflessione la frase, perlomeno infelice, pronunciata lo scorso 10 febbraio dal Presidente della Repubblica: “[…] una tragedia provocata da una pianificata volontà di epurazione etnica e nazionalistica”. L'Istituto storico della Resistenza nel Friuli Venezia Giulia, da almeno vent'anni, contribuisce con ricerche, saggi, raccolte di testimonianze orali, allo studio della complessità della tragedia delle foibe e dell'esodo nei suoi molteplici aspetti di epurazione ideologica preventiva perseguita dagli apparati politici e militari della Jugoslavia comunista nei confronti di tutti gli oppositori politici italiani, sloveni e croati; di rappresaglia da parte delle popolazioni slovene e croate oppresse e snazionalizzate nel ventennio precedente dal fascismo; di vendette e rancori personali; di costrizione e violenza che hanno portato la stragrande maggioranza degli italiani ad abbandonare l'Istria, Fiume e la Dalmazia. Senza una drastica correzione di rotta, il Giorno del Ricordo rischia di perdere definitivamente il suo originario significato di riconoscimento storico e morale dei sacrifici patiti dai giuliano-dalmati, di occasione per le genti di frontiera di guardare con maggior serenità e consapevolezza alle tragiche vicende del secolo scorso, e di approfondimento per tutto il Paese di alcuni tragici processi e fenomeni della contemporaneità. A tal fine l'Irsrec Fvg ritiene che sarebbe utile un’autorevole opera di pressione dell'Istituto Parri nei circuiti politici e mediatici, per correggere interpretazioni semplificatrici e offrire strumenti conoscitivi tali da evitare nel futuro dichiarazioni incongrue soprattutto da parte di personalità democratiche e di sinistra, anche nell'esercizio di funzioni istituzionali.

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Presentazione del numero 1/2017 della rivista dell’IRSML FVG «Qualestoria» Comunismi di frontiera. I partiti comunisti nell’area Alpe-Adria 1945-1955 A cura di Patrick Karlsen e Karlo Ruzicic Kessler Alla presenza dei curatori, interverranno: Giorgio Rossetti (presidente emerito Dialoghi Europei) Ermanno Taviani (Università di Catania – Fondazione Gramsci, Roma). A dispetto delle visioni monolitiche condizionate dalle divisioni della Guerra fredda, la storiografia più recente ha elaborato una lettura dei partiti comunisti dopo la Seconda guerra mondiale meno rigida: attenta alle rispettive specificità e alle articolazioni interne di un mondo, quello del comunismo internazionale, lungi dall’essere compatto e comandato in maniera meccanica dalla longa manus di Mosca. Proprio le vicende della guerra favorirono l’emergere di polarità regionali nella rete dei partiti comunisti europei: a cominciare da quella rappresentata dal comunismo jugoslavo, che si alimentava di ambizioni egemoniche sui movimenti dei paesi confinanti. Nelle aree multinazionali, poi, dove alla complessità etnica e culturale si accompagnava una incerta delimitazione della sovranità e della giurisdizione fra i partiti comunisti, questi ultimi offrirono risposte non coincidenti né concordate alle rispettive questioni nazionali. Tutti i partiti comunisti coinvolti nelle vicende della regione Alpe-Adria riuscirono a dare forma, in relativa autonomia, a politiche originali, destinate proprio per questo a risultare non di rado incompatibili fra loro. Malgrado la presunta cornice di identificazione comune fornita dall’internazionalismo, le linee di frattura che si produssero a Trieste e su tutta la regione a cavallo tra Italia, Austria e Jugoslavia spesso ebbero come ricadute disaccordi e conflitti, anche aspri e talvolta addirittura sanguinari. Giocati in termini di confronto nazionale in misura molto più profonda di quanto ammesso dagli stessi attori in campo e riconosciuto finora dalla storiografia.

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Auguriamo a tutti delle buone feste e un buon 2018 L'Istituto resterà chiuso dal 27/12 al 5/01, riapriamo lunedì 8 gennaio. Ci rivediamo nel 2018

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A settant’anni dall’approvazione e dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana (dicembre 1947-gennaio 1948), l’IRSML FVG propone la realizzazione di una pubblica giornata di studi intitolata Settant’anni di Repubblica: un confronto sulle nuove interpretazioni. Di recente, dalla produzione storiografica e dal dibattito pubblico nazionali sono emerse letture originali e interpretazioni innovative che hanno saputo ricondurre in modo scrupoloso e convincente la storia dell’Italia repubblicana sia ai condizionamenti dettati dal contesto internazionale della Guerra fredda, sia ai nodi strutturali della crisi che si sarebbe manifestata sul piano finanziario e istituzionale negli anni a noi più vicini. L’iniziativa Settant’anni di repubblica: un confronto sulle nuove interpretazioni intende strutturarsi in una giornata di studio aperta al pubblico, che si terrà presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione (via Filzi, 14), mercoledì 6 dicembre 2017, con relazioni affidate a due specialisti di fama nazionale, Guido Crainz e Piero Craveri, presentati dal sen. Milos Budin e coordinati dal professore emerito dell’Università di Trieste Sergio Bartole. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione CRTrieste. Nel dettaglio, la discussione prenderà spunto dalle più recenti pubblicazioni di Crainz e Craveri (rispettivamente, Storia della Repubblica, Donzelli 2016 e L’arte del non governo. L’inarrestabile declino della Repubblica italiana, Marsilio 2016) per sviluppare una riflessione a più voci sul significato complessivo della vicenda repubblicana a settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione.

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Venerdì 1 dicembre 2017, alle ore 17:00, Sala “Tiziano Tessitori” Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piazza Oberdan, 5 – Trieste VIVERE A TRIESTE DURANTE IL FASCISMO Lezione aperta alla cittadinanza con interventi di: Anna Maria Vinci: “Società, politica e mondo del lavoro nella Trieste fascista” Štefan Čok: “La comunità slovena e il fascismo a Trieste” Mauro Tabor: “Gli ebrei triestini e il fascismo”

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Sul raduno delle destre a Trieste Recenti episodi di cronaca, con l’aggiunta di un prospettato raduno a Trieste delle destre europee nei primi giorni di dicembre, stanno cercando di riportare alla ribalta le più logore parole d’ordine del nazionalismo, riproponendo quell’aspro clima di contrapposizione che aveva inquinato, così a lungo in passato, la vita politica e civile di tutta l’area alto-adriatica. Questo salto all’indietro nel tempo ci addolora e ci indigna. In particolare, è il messaggio di Trieste “Madonna della destra italiana” che non deve passare. Il previsto arrivo nel capoluogo della Regione dei principali esponenti della destra europea ammanta di tinte razziste e xenofobe il fosco nucleo di quello che per Trieste non è mai stato un “sano patriottismo”. Amare la Patria ha avuto in questa città molteplici espressioni. Poteva indicare l’amore per la propria identità nazionale, per la propria lingua e cultura, non disgiunto da quello nei confronti di altri popoli qui conviventi; poteva significare il sogno di una Patria migliore e la lotta per quell’ideale. Molti uomini e donne hanno sacrificato i loro giorni per un patriottismo inclusivo, il patriottismo della libertà, della pace e del rispetto reciproco: tra italiani e sloveni soprattutto, e poi ancora tra italiani e austriaci, armeni, croati, greci, ebrei, serbi, turchi. La bellezza di questa città si è costruita sulla molteplicità di presenze nazionali, linguistiche e religiose che l’hanno resa unica nel panorama italiano. Se si vuole al contrario ripercorrere la strada delle sofferenze, il pensiero deve andare al patrimonio materiale e immateriale che Trieste ha perso a causa dei nazionalismi e poi, soprattutto, nel corso del ventennio fascista. Quel preziosissimo patrimonio di radici e culture plurime è stato impoverito e ridotto a brandelli dalla violenza del fascismo di confine e dal suo progetto totalitario. Ci indigna la mancanza di memoria riguardo a un passato così tragico: dall’attacco brutale delle squadre fasciste fino alle leggi contro l’uso pubblico della lingua slovena e croata, ai campi d’internamento, ai processi, alle condanne a morte, alle espulsioni, alla decapitazione di un’intera classe dirigente, messa al bando perché “non italiana e fascista”. L’identificazione tra italianità e fascismo è costata alla Venezia Giulia e all’intero Paese lacrime e sangue. Come si può dimenticare l’aggressione del regime fascista, in accordo con i nazisti, alla vicina Jugoslavia, con tutto il peso dello strazio che ne è seguito? Arresti, deportazioni, villaggi bruciati. E che maschera si può usare per ricacciare nell’ombra l’annuncio clamoroso delle leggi razziali in piazza Unità, a Trieste, per bocca dello stesso Mussolini nel 1938? La foltissima comunità ebraica condannata dai fascisti alla morte civile, si disintegrò nel giro di poco tempo per mano del feroce alleato nazista cui i rinati fascisti di Salò prestarono con zelo il proprio aiuto. La Risiera di San Sabba è il monumento nazionale che sta lì a ricordare tali misfatti: inquinamento dell’anima, ferite non sanabili. Cancellare questa tragedia con il sangue delle altre che seguirono non ha fondamento storico e soprattutto contraddice una reale consapevolezza civile e umana. Né è lecito scordare che è stata la scelta del fascismo di schierare l’Italia a fianco della Germania nazista nella guerra mondiale e di concorrere alla spartizione dei Balcani, la causa determinante della perdita della sovranità italiana su Zara, Fiume e l’Istria. Mai più, si diceva fino a poco fa. Mai più si deve ripetere ora con forza: la dignità umana non accetta il furore rabbioso delle discriminazioni e dell’odio.

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Presentazione di volumi a Gorizia, organizzato dall'Anpi di Gorizia e dall'Irsml FVG, al TRGOVSKI DOM, Corso Giuseppe Verdi, 52, Gorizia Presentiamo: Martedì 21 novembre 2017, ore 18 LIBERAMENTE COMUNISTA MEMORIE DI UN OPERAIO DI UN PARTIGIANO DI UN MILITANTE di SILVANO BACICCHI Interviene il segretario del Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale “Leopoldo Gasparini” DARIO MATTIUSSI, letture di LUCIA GERMAN, interventi musicali dei NO BEL Martedì 5 dicembre 2017, ore 18 IL DIFFICILE CAMMINO DELLA RESISTENZA DI CONFINE. NUOVE PROSPETTIVE DI RICERCA E FONTI INEDITE PER UNA STORIA DELLA RESISTENZA NEL FRIULI VENEZIA GIULIA A cura di ANNA MARIA VINCI Presentazione del volume e dibattito con IRENE BOLZON, GLORIA NEMEC, ANNA MARIA VINCI, coordina ANNA DI GIANANTONIO Martedì 12 dicembre 2017, ore 18 ZORA UNA STORIA DELLA RESISTENZA di LIDA TURK La biografia romanzata della giovane antifascista Zora Perello morta a Ravensbrück Presenta MAJDA BRATINA

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NOVECENTO INEDITO novembre-dicembre 2017 TRGOVSKI DOM DI GORIZIA Corso Giuseppe Verdi, 52

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Grande affluenza di pubblico anche a Gorizia per la terza giornata del convegno "1917. I dodici mesi che hanno cambiato il secolo".

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