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Associazione Pensionati della Cassa di Risparmio di Firenze

Via Generale Dalla Chiesa, 13, Florence, Italy
Non-profit organization
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Description

L'Associazione ha poteri rappresentativi per tutto quanto concerne la tutela sindacale, giuridica, economica e morale dei propri iscritti.  ASSEMBLEA DEGLI ESODATI BANCARI DEL CENTRO ITALIAINCONTRO TEMATICO SUI PROBLEMI DEL PERSONALE BANCARIO POSTO IN ESODO
FIRENZE - VIA FOLCO PORTINARI  N. 5 AUDITORIUM  ENTE CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE
LUNEDI' 16 MARZO 2015 – ORE 9,30

Le problematiche di questo dramma sociale sono assai numerose, e posso essere così sintetizzate.
- Il vuoto reddituale e la proroga del sostegno al reddito
- Il Fondo Sanitario del Gruppo Intesa Sanpaolo
- La contribuzione versata all' Inps per il periodo di permanenza al Fondo di Solidarietà
- Il prolungamento dell' Assegno Straordinario a carico del Fondo di Solidarietà
- Il ricalcolo del TFR
- La previdenza complementare nei confronti degli esodati
- La possibilità di impugnare il licenziamento
- La possibilità di rientrare nel posto di lavoro
Gli "esodati" sono coloro che sono stati danneggiati dalle Riforme Sacconi e Fornero.
Queste riforme hanno differito la data della pensione senza tutelare adeguatamente coloro che erano ormai prossimi alla pensione in base alle regole previgenti e sono rimasti senza pensione e spesso anche senza alcun reddito.
Per la ricostruzione normativa - molto tecnica - dei requisiti previgenti alla Riforma Fornero
Il Governo ha cercato di fronteggiare queste situazioni con dei provvedimenti denominati "salvaguardie".

Si tratta di "provvedimenti tampone" che hanno tutelato solo una parte dei danneggiati , per la scarsità dei fondi stanziati.
Si è introdotto il principio assurdo secondo cui l' INPS, una volta esaurite le risorse stanziate dal Governo, non avrebbe preso in considerazione le ulteriori domande di pensione.
In questo modo i diritti dei cittadini non sono più dei veri e propri diritti soggettivi, ma si sono ridotti a benevoli concessioni del potere politico.
Per di più il criterio per stabilire le priorità nell’ accesso alla pensione è quello della data di cessazione del rapporto di lavoro.
Non ha rilievo quindi la data di maturazione del diritto a pensione, come invece sarebbe stato molto più ragionevole.
Quindi un lavoratore che si è dimesso in una certa data, e che avrebbe maturato il diritto a pensione dopo 5 anni, passerà davanti ad un suo collega che magari si è dimesso il giorno dopo, ma che avrebbe maturato il diritto dopo un solo anno !
Chi si è dimesso prima - per uno criterio assurdo - ci priverebbe del nostro diritto attuale alla pensione, anche se maturasse il diritto alla pensione dopo di noi.
In questo modo, però, l’ INPS risparmia sui pagamenti mensili.
Si tratta di una situazione non solo immorale, ma in violazione della Costituizione e del diritto europeo.
E' in preparazione una denuncia contro lo Stato Italiano alla Unione Europea, che mira a far aprire una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano, con conseguente procedimento davanti alla Corte di Giustizia Europea.